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May 03 ...
Addio luogo di famiglia secolare. Finisce così, con le stanze tutte spogliate. Non c'è è più traccia del nome che porto, della mia storia e del prestigio. E' tutto nei ricordi, quel posto non sarà più mio. Non c'è un libro che descriva quello che è stato quello studio. Non c'è nulla che identifica, se non la nostra memoria, quella che ci rende noi stessi. Sono finite le ore con gli sguardi fissi su quelle librerie estese, che percorrono secoli di storia, che ti lasciano meravigliato per quanto tempo sono sono esistite; eppure sono li ferme, pronte ad esser spostate dalle tue piccole mani, le mani del futuro, quelle che distruggono il passato, perché l'uomo passa sopra il cadavere della madre: deve sopravvivere ed è così che il pianeta va avanti. Mi siedo su quella immensa poltrona che per cent'anni è stata il nome che porto oggi. Appoggio la mia testa e mi domando che nome ha l'autorità di fronte alla natura. La risposta è il nulla. Puoi essere qualsiasi cosa, ma di fronte alla natura non fuggirai mai. Se c'è una causa giusta nella vita, quella è la morte, perché capiterà a tutti e nessuno farà eccezione. Se la morte è la causa giusta, quello che per me non sarà mai giusto è il come la morte possa avvenire. E' li che rimarrò impotente per tutta la vita e dovrò accettare questa croce, la stessa che porta chiunque in tutta la vita. La differenze tra queste infiniti croci è il suo peso e la mia pesa tanto, quasi come la storia di quello studio. Provi a chiudere gli occhi di fronte a questo silenzio surreale, a queste stanze completamente morte e tutto d'un tratto risenti il rumore dei telefoni che suonano imperterriti, i passi di una segretaria, la voce di mio padre, di mio nonno, il rumore del traffico del centro di Roma e quei fogli di milioni di pratiche muoversi in continuazione da una stanza all'altra, le ventole dei pc sempre in funzione e quei libri immobili.. impassibili.. un leggiadro imponente che mostra la storia di Roma a chi entra dentro quella stanza e le parole che scorrono dentro a quel libro enorme, appartenente a uomini che non ci sono più, i quali ti descrivono quello che devi essere nella vita, in questa città e davanti al nome che porterai per tutta la vita. Riapri gli occhi e vedi le pareti prive dei loro quadri e tutte le stanze rimbombare appena fai un movimento. Quella realtà è andata via, non appartiene più al nostro nome. Non c'è più. Doveva appartenere a me, ma l'avvocatura non è più la realtà di una volta. Esci fuori dal mio studio e trovi imperi di società che stanno succhiando le ultime residue energie dei privati. Oggi vincono le squadre, il singolo soccombe a questa realtà. E' cambiato tutto e dietro a quelle stanze vuote mi è stato invitato a scrivere un nuovo pezzo della realtà, quello dell'epoca moderna, che un domani sarà un altro pezzo del passato. Vedo questi palazzi alti, quelli della zona Prati, di Via Cola di Rienzo, che nascondono la maestosità del Cupolone di Piazza San Pietro e poi sento dei passi dietro le mie spalle, quelli di un uomo coi baffi, con un cappotto scuro lungo ed un volto freddo all'apparenza e forte nell'interiorità, guardarmi e sorridere, perché vuole che io vada avanti, che io incida una nuova storia adatta a quest'epoca, perché io sono l'ultimo esempio esistente di quella famiglia e del domani sarà un mistero se continuerà ad esistere. Il prezzo che devo pagare è quello di andare avanti e cambiare le carte in tavola, come è successo nel passato: dalle nobiltà alle corti del Vaticano, dalle gerarchie del fascismo alle difese del nome di Roma, dalle realtà di allora ad oggi. Ora ho in mano tutta la loro storia e quell'uomo dal cappotto scuro è dentro di me. Sorrido anche questa volta alla realtà, perché la vita è una sfida, ma non combatto contro la realtà, ma con me stesso, con i miei pensieri, con le mie debolezze e forze, perché non è il mondo a farti girare, sei tu che devi far girare il mondo, altrimenti sarai cenere inutile che si muove nell'aria, pronta a seppellire qualunque essere che si arrenderà alla vita. Chiudo questa porta e la nuova realtà è già presente in me, ma dentro ci sono migliaia di cose che si sono scolpite nelle stanze del mio cuore, quelle che mi permettono di vivere e di continuare ad essere me stesso. In quelle stanze albergano anche quelle dello Studio Legale e con quelle trasformerò un'altra realtà. Lealtà e rispetto: con queste parole costruirò una nuova realtà adeguata ai tempi di oggi. Già mi manca tutto, ma non posso far nulla e nemmeno tornare indietro. Devo andare avanti e continuo a combattere nella giustizia del tuo nome, perché pagherà chi ha segnato il volto mio, il tuo e di tutta la mia famiglia. Li distruggerò e questa è l'unico comando che scorre nelle mie vene e torneremo in cattedra, quella che ci spetta d'onore. E' l'ultimo grido di battaglia, quello dell'ultima generazione di questa famiglia e chissà se ce ne saranno altre. Domani corrererò a guardare nuovamente il mare ed ora ho una risposta a quello che sarà il futuro. Sorrido a questo pianeta e non odio l'umanità, ma semplicemente me stesso che non sono perfetto, che non posso cambiare questa realtà come vorrei, ma non posso pretendere nulla, se non quello di essere quello che sono con pregi e difetti, segnato da quell'imperfezione che ha creato il profilo in ogni persona. Ho visto il successo con l'amore e la lealtà in tutto questo secolo e ripercorrerò ciò che ho imparato dal passato, perché possa sorridere soprattutto chi verrà dopo di me, perché amo il sorriso di un bambino, perché solo in quei sorrisi vedo il senso della vita e forse anche lui un domani la penserà così. Chiuderò quella porta e verserò nuovamente lacrime, perché questa realtà non è stata giusta e quelle lacrime dovranno far germogliare nuovi fiori più forti e sicuri per chi mi amerà e per tutto ciò che apparterrà a noi. E' finita anche una mia realtà. Tornerò a scriverti..ciao amore mio!
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